Ritratti
Ritratto: quattro registe e registi della quinta edizione
· Di Let's Make Your Film· 4 min di lettura

Sirine Achir, Aghiles Rebrab, Borhane Cherbal e Inès Daif firmano le quattro opere prime della quinta edizione. Chi sono, e che cosa raccontano i loro film?
Sono in quattro. Due registe, due registi e un punto in comune: un'opera prima da far esistere. Selezionati per la quinta edizione di Let's Make Your Film, Sirine Achir, Aghiles Rebrab, Borhane Cherbal e Inès Daif hanno fatto tutto il percorso con noi, dalla residenza di scrittura al montaggio. Ecco i loro film, e ciò che dicono di chi li porta avanti.
Cominciamo da Sirine Achir. Il suo film, Aswat, è l'unico documentario dell'edizione, o più precisamente una docufiction di 12 minuti. Il tema: i bambini nati da parto anonimo e le madri che hanno dovuto lasciarli andare. Da entrambe le parti, lo stesso trauma, e un desiderio di ritrovarsi che non sempre osa dire il proprio nome.
La scelta di Sirine sta nel titolo: aswat significa voci. Il film si affida a testimonianze sonore, parole rimaste nell'ombra. È una scelta forte per un'opera prima: fidarsi del suono quanto dell'immagine, e lasciare che lo spettatore ascolti ciò che di solito si preferisce tacere.
Aghiles Rebrab, invece, filma un'eroina con le spalle al muro. In Soumeya, finzione di 30 minuti, una ragazza di 27 anni si prepara a un colloquio di lavoro decisivo. Il giorno prima, un test di gravidanza stravolge tutto. Sostenuta dalla coinquilina Lynda, cerca una via d'uscita e si scontra con il silenzio, poi con il rifiuto, di chi le sta intorno.
Ciò che colpisce nel progetto di Aghiles è l'assenza di giri di parole. Il film resta vicinissimo a Soumeya, senza mai giudicarla. È il ritratto di una donna che rifiuta che altri decidano al suo posto, e di chi le sta intorno e preferisce tacere piuttosto che aiutarla.
Con Le Reflet, Borhane Cherbal affronta il lutto. Aïssa conserva una pellicola che non ha mai osato far sviluppare, ricordo della moglie scomparsa. Sua figlia Louiza, invece, vuole parlare di quell'assenza che il padre tace. Il film dura 25 minuti.
Borhane costruisce il racconto attorno a un'immagine che non vediamo: ciò che contiene la pellicola resta sospeso. Tra padre e figlia si apre un sogno, una spiaggia dove i morti sfiorano i vivi. Le Reflet parla di ciò che custodiamo, di ciò che riveliamo e di ciò che finiamo per lasciar andare.
Infine, Inès Daif porta la sua macchina da presa ad Annaba. L'Être indélébile, 29 minuti, racconta Fatiha, sulla cinquantina, che vive sola con la figlia Leila. Il giorno in cui Leila annega, tutto crolla. Divorata dal rimorso, inseguita dalla voce di un suicidio, Fatiha si chiude a poco a poco nell'ombra di se stessa.
È senza dubbio il film più cupo dell'edizione. Inès guarda in faccia la colpa, il peso delle dicerie e ciò che resta quando si è perso tutto. Un dramma intimo, sorretto da un personaggio di madre come se ne vedono pochi sullo schermo.
Quattro film, quattro temi, ma uno stesso percorso. I quattro vincitori sono passati prima da CinéMash, la residenza di scrittura organizzata con Solis Production, l'Institut français d'Algérie e il British Council. Lì le loro sceneggiature sono state lette e discusse con artisti di altre discipline, fino a trovare la loro forma definitiva.
Poi è arrivata l'estate 2024 e il tempo delle riprese, tra Algeri, Blida, Sétif e Annaba. Circa una settimana per film, con attrezzatura e logistica fornite, tecnici volontari e tirocinanti sul set. Per ognuno dei quattro è stato il passaggio dalla pagina al set, con una troupe completa intorno.
Ciò che li unisce è anche il coraggio dei temi. Parto anonimo, gravidanza inattesa, lutto, annegamento e dicerie: nessuno di loro ha scelto la via facile. È esattamente ciò che Let's Make Your Film vuole accompagnare: voci singolari, che hanno qualcosa da dire e bisogno di una cornice per dirlo.
I film sono ora in post-produzione: montaggio, color grading, missaggio, sottotitoli. L'uscita è prevista per settembre 2025, con un'anteprima ad Algeri e poi un tour nella rete delle cineteche e delle sedi dell'Institut français d'Algérie.
E tu? Se anche tu porti dentro un'opera prima, tieni d'occhio la nostra pagina Bando: è lì che si aprirà la prossima edizione. Nel frattempo, ritrova Aswat, Soumeya, Le Reflet e L'Être indélébile nella sezione Film.


